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Il CERB e il concorso “Cerevisia”

Un concorso brassicolo con caratteristiche scientifiche che lo rendono unico nel panorama italiano.


08-10-2014

In altri due articoli che appaiono in questo numero di Nonsolobionde.it (LINK1 e LINK2) abbiamo intervistato il direttore del CERB di Perugia ed esposto diffusamente l’attività di questo Centro scientifico per la ricerca sulla birra, attività tra le quali figura la partecipazione del CERB c’è il concorso brassicolo “Cerevia” (di cui avevamo accennato come notizia per l’edizione 2014 (LINK) e sul quale conviene spendere qualche parola per alcune sue caratteristiche estremamente interessanti.

 

Il Concorso per la Valorizzazione delle Eccellenze Birraie Italiane “Cerevisia”, che si tiene nel bellissimo paese di Deruta (vicino a Perugia e ai più meglio noto per le sue ceramiche) quest’anno era alla sua seconda edizione. Il premio è indetto è indetto dal BaNAB, Banco Nazionale di Assaggio delle Birre, che vede riuniti nel suo comitato promotore Il Comune di Deruta, la CCIAA di Perugia, la Regione Umbria, AssoBirra e Il CERB, il Centro di Eccellenza per la Ricerca sulla Birra dell’Università degli Studi di Perugia.

La giuria che degusta e valuta le birre che partecipano al concorso è formata da 12 degustatori esperti facenti capo al CERB, quest’anno capitanati da Edward Wray del Campden Brewing Research Institute (BRI), uno storico e autorevole centro di ricerca britannico, di cui il CERB è l’analogo italiano. Il CERB, analogamente al BRI e ad altri centri di ricerca Europei riconosciuti, ha creato un apposito panel di personale addestrato e validato tramite oggettive metodologie scientifiche a livello internazionale, in grado cioè di fare valutazioni qualitative "non contestabili". 

 

Questa è la prima particolare caratteristica di questo concorso. Senza nulla togliere ai vari e pur validissimi “guru della birra” che sono sovente chiamati a fare da giudici in altri concorsi brassicoli, questi sono senz’altro esperti di lunga data ma pur sempre soggetti ad una certa dose di soggettività. Il CERB, seguendo organismi analoghi internazionali, adotta dei sistemi scientifici e molto più oggettivi e controllabili. Per esempio, un procedimento di controllo della validità dei vari panel europei facenti parte del Ring (questo il termine usato per l’ “anello” di controllo reciproco tra laboratori ed enti di ricerca), consiste nel mandare a tutti i laboratori gli stessi campioni anonimi, verificando poi quanto le valutazioni si discostano dalla media. Questo e altri metodi analoghi, consentono di formare dei degustatori “standardizzati” e con capacità di valutazione oggettive.

 

Seconda, peculiare caratteristica del concorso, è il fatto che le birre partecipanti vengono preventivamente sottoposte dal CERB ad analisi di laboratorio chimiche e biologiche, per verificare che queste birre rispettino la normativa vigente… Cosa che non sempre avviene. È importante sottolineare che su 65 birre presentate al concorso, ben 8 sono state rifiutate perché alle analisi chimico-biologiche è risultato che non rispettavano i requisiti di legge. I motivi possono essere vari; si va da un tenore alcolico eccessivamente diverso da quanto dichiarato a presenza di batteri indesiderati (spesso indice di una cattiva pulizia degli impianti produttivi)… Certo è che una percentuale del 12% di prodotti non a norma (che al di fuori del concorso, magari sono tranquillamente in vendita nei locali o nei beershop) rappresenta un dato preoccupante.

 

Ultima, peculiare caratteristica del premio “Cerevisia” è il fatto che è aperto sia a birre “artigianali” che a quelle “industriali”. Questo ci sembra che vada nella giusta direzione: in altri paesi pur di lunghissima tradizione birraia, non esiste una distinzione così netta. Dal punto di vista del consumatore la vera è tra la birra di qualità e quella che non lo è, ovvero la la birra che al gusto diciamo “buona” o “cattiva”. È senz’altro vero che a rendere la birra “buona” possono concorrere la produzione su piccola scala, l’assenza di pastorizzazione e di microfiltrazione, ma si tratta di fattori che non sono sufficienti, da soli, ad assicurarci la bontà di una birra.

A conferma di ciò, e pur nella generale supremazia qualitativa delle birre artigianali, il buon piazzamento, in questa edizione 2014, di due birre della Hausbrandt Trieste 1892, piccolo produttore, ma pur sempre di tipo industriale, delle storiche “Theresianer”.

 

Altra caratteristica del concorso, ma che ci sembra meno peculiare e importante, è la suddivisione per area di provenienza delle birre, con premi distinti per Nord, Centro e Sud Italia, oltre che alla suddivisione tra birre a bassa e alta fermentazione.

 

Per un resoconto più dettagliato di questa edizione 2014 rimandiamo all’articolo nella sezione “News” di Nonsolobionde.it (LINK) o alla apposita pagina del sito del CERB (LINK).




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